Fratelli: nati e cresciuti nella stessa famiglia ma diversi


FRATELLI: NATI E CRESCIUTI NELLA STESSA FAMIGLIA MA DIVERSI

 

In questo breve articolo cerco una risposta alla domanda “perché i fratelli pur condividendo gli stessi genitori e lo stesso ambiente familiare sono cosi diversi tra loro?”

Lo studio delle differenze tra fratelli è stato possibile a partire dagli anni ottanta con il superamento della dicotomia ambientalismo e innatismo, in quanto patrimonio genetico e influenze ambientali devono essere connessi per comprendere le differenze tra fratelli (Dunn & Plomin, 1982).

Partendo da questo presupposto sono sorti diversi studi tra cui

-         il Sibling Inventory Differential Experience, un questionario composto da item a cui si chiede ai soggetti di rispondere tramite una scala likert da 1 a 5 mettendo a confronto se stessi con il proprio fratello (Daniels & Plomin, 1985);

-         il Colorado Adoption Project (Plomin & DeFries, 1983) e il Cambridge Sibling Study (Dunn, 1996), studi longitudinali consistenti in interviste e osservazioni in contesti naturali di interazione familiare:

-         lo Swedish Adoption Twin Study of Aging (Plomin e coll., 1990), il più impegnativo progetto di ricerca della genetica comportamentale condotto su un campione di gemelli identici, fraterni, cresciuti insieme e allevati separatamente, con età media di 60 anni, confrontati tra loro.

Gli studi menzionati hanno dimostrato e confermato che l’ambiente condiviso comprende le esperienze comuni responsabili della somiglianza tra fratelli (come il livello di istruzione dei genitori e il numero di libri presenti in casa); mentre l’ambiente non condiviso comprende le esperienze uniche responsabili delle differenze; queste possono essere ricondotte a un ambiente familiare uguale solo in apparenza ma in realtà profondamente diverso per ogni fratello (come il trattamento differenziato dei genitori per i figli, l’ordine di nascita, il rapporto tra fratelli e la rivalità che può caratterizzare tale rapporto). Anche l’ambiente non condiviso extrafamiliare (come la scuola e il gruppo dei pari) comprende esperienze responsabili delle differenze tra fratelli.

Il trattamento differenziato da parte dei genitori nei confronti dei figli è, come ho detto prima,un elemento dell’ambiente familiare non condiviso. Le differenze nel comportamento dei genitori verso i figli sono spesso marcate e dolorose e di solito i bambini sono consapevoli del diverso trattamento, affetto e interesse loro riservati e ragionano su tale disparità. Le madri anche se non si comportano nello stesso modo verso lo stesso bambino nel corso del tempo, assumono un comportamento coerente verso i fratelli quando hanno la stessa età; ma l’assistere al comportamento diverso messo in atto dai genitori nei propri confronti e nei confronti dell’altro bambino è più importante, infatti i bambini sono sensibili non solo al modo in cui i genitori si pongono in relazione con loro ma anche al modo in cui i genitori si pongono in relazione con i loro fratelli. Inoltre il comportamento differenziato dei genitori contribuisce alle differenze nella capacità di adattamento dei figli: dagli studi è emerso che i bambini le cui madri avevano rivolto maggiori manifestazioni di affetto ai fratelli, presentano un più basso sentimento di competenza sociale e di autostima rispetto a quelli che avevano ricevuto maggiore affetto. Ci si è chiesti se le differenze di comportamento potessero essere associate a differenze genetiche tra fratelli, ma tale ipotesi non è stata confermata dagli studi.

L’ordine di nascita è un altro elemento dell’ambiente familiare non condiviso. La posizione del maggiore nella famiglia resta la più specifica per l’unicità di quanto ha vissuto prima dell’arrivo dei fratelli: è lui che fonda la famiglia, assicura la fertilità dei genitori, conserva la memoria familiare ed è un punto di riferimento per i fratelli; può essere investito dai genitori di una certa autorità sui fratelli e assumere questo compito con difficoltà o soddisfazione. Il fratello minore ammira il maggiore che è il suo punto di riferimento idealizzato con cui vorrebbe identificarsi. Il figlio di mezzo tenta di identificarsi con il minore attraverso comportamenti regressivi ma vorrebbe assomigliare al maggiore da cui è scarsamente considerato (Rufo, 2002). Ma nell’affermare questo bisogna considerare che ogni bambino è unico e la posizione occupata all’interno della famiglia è solo un elemento di influenza.

Il rapporto tra fratelli è un altro elemento dell’ambiente familiare non condiviso. Esperienze differenti all’interno del rapporto tra fratelli contribuiscono a future differenze nel loro sviluppo. I bambini sono consapevoli delle differenze tra sé e i loro fratelli riguardo alla personalità, alla sicurezza di sé, alla capacità e al modo di vivere la stessa relazione fraterna. L’impatto della presenza del fratello è diverso per ogni bambino: ad esempio, per un bambino crescere con un fratello può significare la presenza irritante di un altro che richiede attenzione, rovina ogni gioco, si lamenta ed è sempre sostenuto dai genitori, talvolta ingiustamente; per l’altro implicato nella relazione crescere con un fratello significa provare un desiderio non corrisposto di giocare con un partner ammirato, ripetuti tentativi di catturare la sua attenzione, provare una forte ammirazione e un desiderio di piacere spesso frustrato. Le dimensioni generali del rapporto tra fratelli sono una amichevole-positiva (affetto, cooperazione, supporto) e l’altra negativa-ostile (conflitto, dominanza, controllo) che generalmente evidenziano le differenze nel loro comportamento. Le relazioni tra fratelli sono il risultato di una grande intimità imposta e non voluta; i ricordi comuni, i momenti di complicità , il benessere condiviso spesso si alternano a rivalità gelosie e periodi di crisi. Avere un fratello significa trovarsi di fronte a un rivale: come accettare di condividere l’amore dei genitori? Il modo in cui tale rivalità viene affrontata contribuisce alle differenze tra fratelli.

La scuola e il gruppo dei pari sono esperienze appartenenti all’ambiente non condiviso extrafamiliare. Comprende le differenze nel rapporto con le insegnanti e i compagni, le differenze nell’atteggiamento verso la scuola; tali differenze dipendono dalla capacità di adattamento associate alla esigenze non condivise all’interno della famiglia e da una debole influenza genetica sulla scelta dei pari e da parte dei pari

In conclusione la domanda “perché i fratelli sono diversi?” sembra aver trovato una risposta, anche se studi permetterebbe un ulteriore approfondimento. E la risposta è che i fratelli sono diversi perché diverse sono le vite che conducono all’interno e all’esterno della famiglia e le differenze nel modo in cui i momenti di transizione (scuola, lavoro, matrimonio..) vengono vissuti hanno un ruolo determinante nel porre i fratelli su traiettorie differenti.

Vorrei concludere citando una delle conclusioni di uno studio di Plomin e coll. (1990) “l’ambiente non condiviso contribuisce in maniera sostanziale a determinare chi siamo a una data età ma è anche la causa principale del perché rimaniamo come siamo”.
 

Dott.ssa Annalisa De Filippo
Psicologa Sesto San Giovanni (Milano)

 


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